Maccheroni alla mugnaia
In un piatto di maccheroni alla mugnaia è racchiuso un grande valore della tradizione agropastorale abruzzese. La sua origine, che risale addirittura al 1300 all’epoca di Re Roberto d’Angiò, è reclamata da due filoni di pensiero che fanno riferimento a due distinte zone del territorio abruzzese: il basso Sangro nel chietino e la Valle del fiume Fino nel pescarese. Al di là della paternità storica, i maccheroni alla mugnaia sono un classico della tradizione culinaria abruzzese che all’origine veniva preparato solo con acqua e farina, senza uova, e servito in bianco senza pomodoro. Anche sull’origine del nome i pareri non sono concordi: qualcuno sostiene derivi dalla lavorazione che imita il gesto della mungitura, altri preferiscono ricondurne l’origine ai mugnai che lavoravano questo prodotto. La sua preparazione prevede tempo impegno e dedizione: lungo tempo di lavorazione dell’impasto che deve risultare umido, morbido, elastico e poroso, caratteristiche fondamentali per tradursi in maccheroni leggeri e facilmente digeribili. A Paglieta la preparazione tradizionale di questa pasta è tenuta viva da Nicola Di Lallo, figlio di Antonino, mugnaio del posto, che la prepara con la ricetta dei suoi antenati, Florindo e nonno Luzio Tartaglia, nato nel 1787.
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