Siti di Interesse
Torre della Porta
L’edificio venne costruito nel XVIII secolo con la soprelevazione di una struttura medievale che comprendeva una delle porte di accesso alla città, con l’aggiunta della torre campanaria e successivamente anche dell’orologio. La torretta terminale di supporto in ferro per le campane venne realizzata agli inizi del Novecento. Negli anni ’60 venne effettuato un intervento al paramento di mattoni per cui adesso la struttura non mostra segni di degrado.
La porta è interamente realizzata in mattone ed è orizzontalmente suddivisa in tre parti. Il primo e il secondo settore sono divisi da un beccatello sporgente con caditoie; il secondo e il terzo da una cornice. É inquadrata sulla faccia esterna al borgo antico da un arco ogivale, su quella interna invece da un arco a tutto sesto, secondo uno stile molto ricorrente in tutta la regione. Nella parte centrale vi è un’apertura rettangolare verso l’esterno ed un vano con scala d’accesso verso l’interno, a ridosso della torre. Nella parte superiore vi sono invece aperture a tutto sesto, sormontate dall’attico con le campane.
Casa di Montgomery
A Paglieta in via Pozzo, una iscrizione affissa sul muro della casa al numero 30 nel 2013, recita così: “DURANTE LA II GUERRA MONDIALE IL GENERALE MONTGOMERY, COMANDANTE DELL’VIII ARMATA BRITANNICA, SEGUI’ DA QUESTA CASA LE CRUENTE BATTAGLIE TRA INGLESI E TEDESCHI AVVENUTE NEI MESI DI NOVEMBRE E DICEMBRE 1943 NELLA VALLE DEL SANGRO”. Il nome del Generale Montgomery, “Monty”, si legò alla storia di Paglieta nel periodo in cui si creò la LINEA GUSTAV, dal fiume Garigliano al fiume Sangro, che divideva l’Italia in due ed era difesa dalla VII Armata composta da divisioni provenienti da tutto il Commonwealth (Regno Unito, Nuova Zelanda, Canada, India), decine di migliaia di uomini ottimamente equipaggiati da mezzi e rifornimenti.
A Paglieta dall’agosto del 1943 si erano insediati i tedeschi provocando un graduale spopolamento del paese su i cui cieli si affrontarono il 3 settembre del 1943 i bombardieri alleati e i caccia tedeschi. Nel mese di ottobre, visto l’incremento degli scontri, i paglietani rimasti furono sfollati verso i comuni prossimi a essere liberati. Nei primi giorni di novembre, con lo spostamento del fronte, i tedeschi lasciarono definitivamente Paglieta e l’8 novembre 1943, Paglieta fu liberata. Gli Alleati rimasero a Paglieta a lungo, anche dopo che il fronte si spostò dall’Abruzzo. Vi era stato costituito infatti un grande campo per le truppe in riposo con alloggi, cucine e magazzini. Alla fine del 1944 gli Alleati si spostarono definitivamente e la vita riprese, lentamente e con mille difficoltà.
Chiesa SS. Maria Assunta
Passeggiando tra i vicoli del piccolo centro del paese, si incontra la Chiesa di Santa Maria Assunta in cielo fondata originariamente nel XVI secolo. Secondo un’iscrizione andata perduta, la chiesa è una costruzione realizzata tra il 1807 e il 1841 sul sito di un’antica cappella. Nel 1956 furono demolite due sagrestie, e venne ultimato il restauro del pavimento e degli altari.
La facciata è in mattoni scoperti dal rivestimento preesistente.
Il portale è sovrastato da un timpano curvilineo in laterizio. Le tre navate sono suddivise da pilastri, quella centrale presenta volta a botte mentre le laterali sono coperte da volte a vela. I differenti livelli formali e costruttivi della parte superiore della facciata inducono ad ipotizzare tempi diversi nella costruzione della fabbrica. La decorazione è realizzata con cornici a stucco variamente colorate.
Palazzo Mariani
Passeggiando tra i vicoli del piccolo centro del paese, si incontra la Chiesa di Santa Maria Assunta in cielo fondata originariamente nel XVI secolo. Secondo un’iscrizione andata perduta, la chiesa è una costruzione realizzata tra il 1807 e il 1841 sul sito di un’antica cappella. Nel 1956 furono demolite due sagrestie, e venne ultimato il restauro del pavimento e degli altari.
La facciata è in mattoni scoperti dal rivestimento preesistente.
Il portale è sovrastato da un timpano curvilineo in laterizio. Le tre navate sono suddivise da pilastri, quella centrale presenta volta a botte mentre le laterali sono coperte da volte a vela. I differenti livelli formali e costruttivi della parte superiore della facciata inducono ad ipotizzare tempi diversi nella costruzione della fabbrica. La decorazione è realizzata con cornici a stucco variamente colorate.
Palazzetto
l primo impianto della fabbrica si fa risalire alla prima metà del XIX secolo. E’ probabile tuttavia che abbia subito modifiche e aggiunte successive legate a nuove esigenze abitative.
I locali dell’edificio attualmente sono adibiti a residenza.
Le condizioni dell’edificio si presentano nel complesso buone, mancando evidenti manifestazioni di degrado sia nelle strutture che nelle finiture.
L’edificio esibisce una cortina di mattoni faccia vista sui tre livelli, separati tra loro da cornici marcapiano. Il piano terra presenta un motivo decorativo a bugnato. Quelli superiori hanno una tripartizione orizzontale realizzata con un ordine architettonico in mattoni variamente trattato in ordine alle forme e alla cromia. Sulla facciata principale il vano dell’ingresso, a tutto sesto, è inquadrato da due lesene sormontate dal balcone del piano nobile. Ai lati del portale si aprono due finestre rettangolari con mostra in mattoni gialli e rossi e cornice in pietra. I piani superiori hanno un’alta finestra lungo l’asse centrale affiancata da due aperture più piccole. Interessante è il motivo delle mostre policrome delle aperture, realizzate alternando mattoni di diverso colore e cornici in pietra, che al secondo piano poggiano su mensole, in pietra anch’esse. Il coronamento dell’edificio è ottenuto con una fascia in mattoni colorati conclusa da un alto cornicione aggettante.
Torrione Medievale
Il Torrione faceva parte dell’antica cerchia muraria e attualmente viene utilizzato come abitazione; l’edificio risale al XIV secolo, periodo di costruzione della cerchia muraria. Nel corso del Settecento risulta interessato da un intervento di sopraelevazione ed inglobamento nelle nuove costruzioni ricavate lungo il circuito delle mura.
La torre partecipa oggi di un contesto ambientale molto degradato, segnato dalla presenza sulle sue murature di aperture incongrue che ne offendono l’immagine. Nella zona basamentale sono evidenti segni di usura dei mattoni, in più parti mancanti o erosi e sfaldati. Nella parte alta l’intonaco si è parzialmente distaccato.
La zona basamentale è in mattoni a vista, con archi di scarico a sostegno dell’antico coronamento. Il corpo superiore, relativo alla sopraelevazione settecentesca, si presenta invece intonacato, con aperture intervallate da coppie di lesene rosse, a reggere un ampio cornicione modanato. Questo corpo è diviso da quello sottostante a mezzo di un balcone che cinge l’intero perimetro libero della torre.
